Prendete 300 persone di fronte a un problema complesso, come ad esempio la legge sul testamento biologico; date loro la posssibilità di informarsi bene, in maniera completa e bilanciata su tutte le posizioni in campo su quel tema, poi dividetele in gruppi, mettete ogni gruppo intorno a un tavolo e fatele discutere tra di loro.
In sostanza, questa è la democrazia deliberativa, o almeno uno dei modi possibili per mettere in pratica una democrazia discorsiva che possa contare su una opinione pubblica meglio informata.
È successo alla alla Biennale Democrazia di Torino al Dibattito pubblico sul testamento biologico.
Ho incontrato lì Ignazio Marino, senatore Pd e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale.
Abbiamo parlato della democrazia italiana e della legge sul testamento biologico; alcune parole sono finite su Reset, altre le aggiungo in audio qui.
DOMANDA: Come giudica le iniziative di democrazia deliberativa e in particolare l’esperimento della Biennale Democrazia di Torino sul testamento biologico conclusosi il 25 aprile 2009 con l’electronic town-meeting?
MARINO: Strumenti come questo si dovrebbero usare più spesso perché sono strumenti che consentono ai parlamentari di fare al meglio il proprio lavoro, e cioè dare voce al popolo che rappresentano.
Ascolta la voce di Ignazio Marino (mp3 – 2 min. 44 sec.)
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DOMANDA: Che cosa può imparare la politica italiana dagli esperimenti di democrazia deliberativa come quello che è stato realizzato a Torino sul testamento biologico?
MARINO: La politica italiana può imparare moltissimo da queste esperienze, perché la democrazia deve essere una crescita dal basso delle opinioni verso le decisioni, ma quello che vediamo sotto i nostri occhi sono gruppi parlamentari che si esprimono solo secondo i dettami del loro leader
Ascolta la voce di Ignazio Marino (mp3 – 2 min 26 sec.)
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DOMANDA: Mentre le Camere in Parlamento discutono la legge sul testamento biologico e il “fine vita”, l’opposizione si prepara già a raccogliere le firme per un referendum abrogativo. Ma non c’è qualcosa che non va in questo modo di funzionare della democrazia?
MARINO: Le leggi dovrebbero essere il frutto di una decisione profonda della società e del Parlamento, mentre in questo caso si tratta di una reazione a una spinta emotiva di una drammatica situazione di un singolo cittadino, e cioè la vicenda di Eluana Englaro.
Ascolta la voce di Ignazio Marino (mp3 – 1 min. 25 sec.)















