Incontro con Ignazio Marino

Giugno 1, 2009 di buonocoremauro

Prendete 300 persone di fronte a un problema complesso, come ad esempio la legge sul testamento biologico; date loro la posssibilità di informarsi bene, in maniera completa e bilanciata su tutte le posizioni in campo su quel tema, poi dividetele in gruppi, mettete ogni gruppo intorno a un tavolo e fatele discutere tra di loro.

In sostanza, questa è la democrazia deliberativa, o almeno uno dei modi possibili per mettere in pratica una democrazia discorsiva che possa contare su una opinione pubblica meglio informata.

È successo alla alla Biennale Democrazia di Torino al Dibattito pubblico sul testamento biologico.marino

Ho incontrato lì Ignazio Marino, senatore Pd e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale.

Abbiamo parlato della democrazia italiana e della legge sul testamento biologico; alcune parole sono finite su Reset, altre le aggiungo in audio qui.

DOMANDA: Come giudica le iniziative di democrazia deliberativa e in particolare l’esperimento della Biennale Democrazia di Torino sul testamento biologico conclusosi il 25 aprile 2009 con l’electronic town-meeting?

MARINO: Strumenti come questo si dovrebbero usare più spesso perché sono strumenti che consentono ai parlamentari di fare al meglio il proprio lavoro, e cioè dare voce al popolo che rappresentano.

Ascolta la voce di Ignazio Marino (mp3 – 2 min. 44 sec.)

—————————————————————–

DOMANDA: Che cosa può imparare la politica italiana dagli esperimenti di democrazia deliberativa come quello che è stato realizzato a Torino sul testamento biologico?

MARINO: La politica italiana può imparare moltissimo da queste esperienze, perché la democrazia deve essere una crescita dal basso delle opinioni verso le decisioni, ma quello che vediamo sotto i nostri occhi sono gruppi parlamentari che si esprimono solo secondo i dettami del loro leader

Ascolta la voce di Ignazio Marino (mp3 – 2 min 26 sec.)

—————————————————————–

DOMANDA: Mentre le Camere in Parlamento discutono la legge sul testamento biologico e il “fine vita”, l’opposizione si prepara già a raccogliere le firme per un referendum abrogativo. Ma non c’è qualcosa che non va in questo modo di funzionare della democrazia?
MARINO: Le leggi dovrebbero essere il frutto di una decisione profonda della società e del Parlamento, mentre in questo caso si tratta di una reazione a una spinta emotiva di una drammatica situazione di un singolo cittadino, e cioè la vicenda di Eluana Englaro.

Ascolta la voce di Ignazio Marino (mp3 – 1 min. 25 sec.)

D, come dialogo e democrazia

Maggio 28, 2009 di buonocoremauro

cop_reset113

Dalla Biennale Democrazia di Torino a Reset n.113 in edicola e in libreria.

Giorni densi di incontri dialoghi, dibattiti ed esperimenti, per capire come e perché il vero significato della democrazia sia nella sua esigenza e nella sua capacità di migliorarsi sempre.
Magari con un occhio speciale a informazione, partecipazione, dialogo e democrazia deliberativa

Due articoli (pdf. 544K) sulla Biennale Democrazia, da un dossier di Reset

Identità Relazione Contenuto

Dicembre 8, 2008 di buonocoremauro

A Più Libri Più Liberi, a Roma, oggi pomeriggio nello SpazioBlog, un dibattito nell’ambito di PiùBlog.
Si parlava di “Netnomìa. Per una ridefinizione del valore del link” e a chiacchierare c’erano Nicola Mattina, Leo Sorge, Giacomo Mason e Tara Kelly.
Sono andato via prima della fine, ma ho ascoltato parole che mi sono sembrate molto interessanti. Come quelle di Giacomo Mason che ha definito un social network come una realtà comunicativa che cammina su tre gambe: identità, relazione e contenuto.
Identità: centrare il tema, dare al social network un terreno su cui poggiare i piedi della comunicazione, qualcosa in cui chi partecipa al social network si riconosca. Una volta che il tema è messo a fuoco e le persone che partecipano lo riconoscono come un tema da cui può nascere utilità (per il proprio lavoro, per il proprio tempo libero, per il proprio hobby o per una passione), allora si impegnano ad attivare relazioni con gli altri partecipanti: chi è dentro alla rete ci sta perché vede un obiettivo da raggiungere e quindi si attiva per raggiungerlo dentro il social network, perché qui si trovano possibilità che altrimenti non sarebbero utilizzabili, e forse nemmeno soltanto ipotizzabili. E così, dalla rete di relazioni nata e attivatasi in funzione di un obiettivo da raggiungere, si genera contenuto.

Si attiva, in altre parole, un circuito che mette in campo le energie della partecipazione alimentate da una determinata motivazione. Insomma, per avere successo (e cioè per essere dotato di persone attive) un social network deve dare alle persone la possibilità di centrare un obiettivo.

La buona Nòva

Dicembre 1, 2008 di buonocoremauro

yergin_novaDal numero di Reset su Clima e questione energetica, giovedì 27 novembre era in edicola su Nòva, inserto innovazione e tecnologia sel Sole24ore

Tutto in un titolo

Novembre 21, 2008 di buonocoremauro

L’essenza di un modo di intendere e praticare la politica, la considerazione del senso etico morale dello stato, la responsabilità della rappresentanza, la coscienza di essere al servizio della comunità.
da Repubblica del 21 novembre 08, pag. 2
ps. il Personaggio in questione è Riccardo Villari

villari2

E tu che facebook sei?

Novembre 21, 2008 di buonocoremauro

facebook1

Una ricerca su Facebook, un questionario da riempire, (facile facile, veloce veloce) per capire un po’ di più su FB. Perché non rispondi anche tu?

Puoi farlo su Fb, ovviamente, nel gruppo di Nòva24;
puoi farlo sul blog di Luca De Biase

oppure puoi scrivere un post sul tuo blog e linkarlo o segnalarlo sul post di  di Luca De Biase.

Sono dieci domande rapide rapide e, se vuoi, anche 500/1000 battute per raccontare un aneddotto che spieghi la tua esperienza fb.

Queste le mie risposte:

1. Che cosa ti piace di Facebook?
che si sta connessi, che si condivide su basi diverse: esperienze, interessi, attività professionali, svago e tempo libero; è come se mettesse insieme ,molti socilanetwork diversi, tutto in uno

2. Cosa invece non ti piace?
a volte è un po’ troppo invasivo e confusionario, può essere difficile da gestire una mole di info così grande e in mutazione continua (inviti, giochi, post ….. ); a volte ci si perde

3. Racconta un aneddoto che spieghi il tuo rapporto con Facebook.
Una persona che volevo chiamare da tempo ma mi scappava sempre il momento di farlo; l’ho incontrata su facebook e l’ho chiamata.
I compleanni!
I gruppi tematici sono un buon modo per vedere cosa c’è in giro per la rete su determinati argomenti

4. Lo usi soprattutto per: a) divertimento; b) amicizia; c) per lavoro.
60-20-20

5. Hai letto le condizioni del servizio?
no

6. Quanti amici hai in Facebook?
quaranta, mi sembra

7. Quanto tempo passi su Facebook ogni giorno?
15-20 min

8. Quali servizi o funzioni utilizzi prevalentemente?
chat, wall, gruppi

9. Consulti o aggiorni Facebook dal cellulare?
no

10. Possiedi un blog?

Articolo anti blog scompare dal ddl editoria di Levi

Novembre 19, 2008 di buonocoremauro

Prima che il progetto di legge venga offerto alla discussione parlamentare in un testo definitivo, cancellerò dal testo il breve capitolo su internet. Discuteremo insieme se e come riempire quel vuoto.

Così sul sito del Pd a firma Ricardo Franco Levi, ora portavoce del governo ombra e allora promotore del disegno di legge che avrebbe potuto costringere molti blog e molti siti a iscriversi al Registro degli operatori della comunicazione.

Via Rudy Bandiera

Si parla si mangia si balla

Novembre 18, 2008 di buonocoremauro

dibattito + festa + buffet = la festa de LINKONTRO

linkontro-201108

In uscita (mini-spot)

Novembre 18, 2008 di buonocoremauro

reset_110Reset n. 110 numero monografico su energia e climate change; in uscita a giorni in edicola e in libreria.

L’evidenza principale è che abbiamo bisogno di un mondo più libero (o almeno meno dipendente) da carbonio e gas a effetto serra. La questione è complicata assai perché mette insieme saperi e competenze molto diverse tra loro, che coinvolgono scienza e tecnologia, innovazione ed economia, relazioni internazionali e sociologia.

E se la vera risorsa rinnovabile per innescare e accelerare un cambiamento che appare necessario fosse l’opinione pubblica?

Ne scrivono:

Pascal Acot, Zygmunt Bauman, Ulrich Beck, Tom Burke, Carlo Carraro, Ottmar Edenhofer, James Fishkin, Filippo Giorgi, Nick Mabey, Jennifer Morgan, Antonio Navarra, Alessandro Ovi, Robert Stavins, Joost van Loon, Amy Wildermuth, Daniel Yergin, Ji Zou.

Il numero è curato da Alessandro Lanni e da me

Obama e la vittoria che viene dal web

Novembre 14, 2008 di buonocoremauro

61Nessuna elezione, nessuna campagna elettorale ha visto un uso così strutturato, articolato e organizzato del web.
Alcuni dicono che la vittoria di Obama ha le sue radici anche sul web:
Perché, spiega Manuel Castells, ha capito l’essenza della mass-self-communication, della comunicazione orizzontale della società delle reti, e l’ha messa in pratica con tre parole d’ordine: partecipazione, mobilitazione, finanziamento.

Ma anche perché, come ha scritto Antonio Sofi, ha utilizzato il web per organizzare la campagna elettorale senza dimenticare gli altri media, e così l’internet è stato il perno di una comunicazione crossmediale.

Ci sarebbe molto da ragionare.